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Rubrica diretta dal Parroco Don Franco Monsignor Marando

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La Parola del Parroco Novembre2017

Con questo mese di novembre, ricco di appuntamenti ed eventi, torna nelle nostre

case questo umile semplice strumento informativo ma che soprattutto vuole promuo-
vere la comunione tra tutti noi. Il sapere favorisce la partecipazione e la partecipazio-
ne costruisce lo spirito di comunità e di fraternità.

L’anno pastorale è stato ufficialmente inaugurato il 22 ottobre nella ricorrenza della

Giornata Missionaria Mondiale. In quel giorno i catechisti dei vari percorsi battesi-
male, eucaristico e crismale e di educazione e formazione cristiana hanno ricevuto il

mandato catechistico e poi nel pomeriggio tutti coloro che nella comunità esprimono
un servizio (catechisti, educatori, operatori Caritas, impegnati nel servizio liturgico,
nella vicinanza agli ammalati, ecc.) si sono ritrovati insieme e con i sacerdoti per un

intero pomeriggio, impegnati tutti nell’ascoltare le linee generali di impegno pasto-
rale proposte dal parroco per il nuovo anno. L’accento è stato ancora una volta por-
tato sulla imprescindibile necessità di far emergere il volto missionario della nostra

comunità parrocchiale: ogni attività svolta in parrocchia deve essere un rinnovato
annuncio del Vangelo. Impegno di tutti è favorire l’incontro con Gesù. La fede infatti
è l’incontro con Lui, l’esperienza del suo amore che diventa generatore di vita nuova.

La parrocchia deve così essere comunità accogliente dove chiunque può sentirsi fra-
tello e amico. Sotto il profilo più propriamente operativo vorremmo promuovere una

più efficace pastorale giovanile, una maggiore attenzione alle famiglie per scoprire o
riscoprire la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia, la propria famiglia; una più
attenta e più ricca proposta per la liturgia e la spiritualità per meglio nutrire di luce
e di amore la nostra vita cristiana. L’invito e l’augurio per tutti è quello
di camminare insieme accompagnati dalla presenza viva del
Signore, dalla testimonianza della Vergine Santa e dei Santi.

Ordinazione di Marco QUARRA

Il 1 maggio alle ore 18,00 il giovane seminarista della nostra diocesi Marco Quarra viene ordinato Diacono dal nostro Vescovo Mons. Marcello Semeraro nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo inAprilia. E’ in questa parrocchia della nostra città che don Marco sta esprimendo il suo servizio pastorale, in vista della successiva ordinazione sacerdotale.
 
Questa ordinazione è motivo di gioia e nello stesso tempo ci rimanda al tema della vocazione alla vita sacerdotale.
E’ un tema importante non solo per la vita della nostra comunità ecclesiale diocesana ma anche per l’intera chiesa.
Questo tema si inserisce nel contesto anzitutto della dimensione vocazionale della vita di ogni cristiano e poi fa riferimento al bisogno sempre attuale di pastori che rendano viva la presenza di Gesù Buon Pastore in mezzo al popolo santo di Dio. E’ un tema che sta tanto a cuore a Papa Francesco. Egli ha voluto che il prossimo Sinodo dei vescovi dell’ottobre 2018 abbia come tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. In occasione della presentazione de Documento Preparatorio della XVAssemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi, il Papa ha indirizzato ai gio-
vani una bella lettera nella quale tra l’altro cosi dice:” Carissimi giovani,  desidero ricordarvi le parole cheGesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano:” Rabbì, dove dimori?”. Egli rispose: “Venite e vedrete”.
Anche a voiGesù rivolge il suo sguardo e vi invita ad andare presso di lui. Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito questo impulso a mettervi in cammino?
 
Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena”. Tutto questo sia motivo per ognuno di noi, di sentirci impegnati nella preghiera per le vocazioni con l’auspicio che anche nelle nostre comunità fioriscano le risposte alla chiamata del Signore!

Incontro con il Nostro Vescovo

Domenica 19 febbraio abbiamo ricevuto un grande dono: è venuto a stare con noi il nostro Vescovo mons. Marcello Semeraro. Invitato da me a parlare a tutti gli operatori pastorali, il Vescovo ci ha regalato la gioia di ascoltarlo su alcuni temi che oggi impegnano la riflessione e l’impegno dell’intera nostra diocesi di Albano, nel contesto del cammino delle nostre comunità centrato da vari anni ormai sulla iniziazione cristiana. Rifacendosi alle indicazioni del santo Padre Francesco, il vescovo si è intrattenuto su quei cinque atteggiamenti e prospettive che permettono alla Chiesa di essere veramente in “uscita”: prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare. Una sottolineatura il vescovo l’ha voluto riservare all’accompagnare che insieme al discernimento e alla misericordia sono temi centrali dell’insegnamento del Papa e sono anche i temi che la nostra diocesi sta attualmente approfondendo.

Nell’impegno di educare alla fede è importante assumere lo stile dell’accompagnare. Questo significa che prima ancora dei metodi è necessario stabilire relazioni, avvicinarsi al fratello per camminare insieme e quindi “la comunità evangelizzatrice si dispone ad “accompagnare”, Accompagna l’umanità in tutti i suoi processi, per quanto duri e prolungati possano essere. Conosce le lunghe attese e la sooportazione apostolica. L’evangelizzazione usa molta pazienza, ed evita di non tener conto dei limiti”(Evangelii Gaudium 24).

Anche noi nella nostra comunità dobbiamo saper maturare concretamente questo stile per portare i frutti della vita buona e bella del Vangelo.

Don Franco

Il sole sorge ancora

Da molti giorni ormai sentiamo il peso tremendo di disagi e sofferenze inferte a tanti nostri fratelli e sorelle dal terremoto che scuote il centro dell’Italia, dal cattivo tempo che prostra uomini e cose, eventi nefasti che culminano con la morte anche di molte persone.
Mali questi che si sommano ai mali procurati non dalla natura ma dagli uomini: guerre, traffico di persone umane, corruzione e tanto altro ancora! Veramente tanto buio intorno a noi!
Verrebbe da cedere alla pessimistica sensazione che nessun raggio di sole possa più illuminare e scaldare i nostri cuori!
Nonostante la tanta o troppa oscurità sappiamo comunque che il sole sorge ancora, sebbene coperto da dense nubi. Paradossalmente è proprio questo acuirsi di tante fragilità che ogni giorno mette anche in evidenza tesori di umanità e risorse di grande cuore.
Accanto ai disperati nel mediterraneo si prodigano tanti angeli che soccorrono e salvano tante vite da morte certa.
Nei disastri della natura brillano le potenzialità del cuore di tanti che sanno condividere beni e denaro, per alleviare sofferenze e lenire disagi. La morsa del gelo scalda la generosità di tanti che passano ore di notte per dare bevande calde e cibo, coperte e medicine.
Sì, tanto buio ma anche tanta luce! Occorre potenziare le risorse di intelligenza e di cuore per prevenire con saggezza e prudenza tanti mali che hanno origine nell’uomo e medesime risorse per fronteggiare le avversità di ogni genere.
Tutti possiamo sicuramente fare qualcosa perché nessuno sia lasciato solo con i suoi guai, ognuno può essere un raggio di sole, seppure a volte flebile e tenue.
I mali peggiori sono l’indifferenza, la chiusura o la ricerca egoistica del proprio bene che non va al di là del proprio naso, le relazioni ammalate di individualismo e di narcisismo, le parole cattive che nascono dalla incapacità di perdonare e pazientare, le paure e i pregiudizi e i sospetti originati dalle diffidenze gratuite nei confronti dell’altro, la colpevole incapacità di ricevere e dare amore e infine la mancanza di coraggio di farsi abitare dall’amore di Dio e di impegnarsi umilmente nel crescere nell’amore.
 
Diamo spazio al bene per fronteggiare ogni male!

Briciole di liturgia gennaio 2017

Il rito essenziale del battesimo si compie con la triplice immersione nell’acqua battesimale o versando per tre volte l’acqua sul capo del battezzando.  Il rito essenziale è preceduto dall’annunzio della Parola di Dio, dalla preghiera di liberazione dal peccato ed è seguito dall’unzione crismale. Il battezzato poi indossa la veste bianca che vuol significare l’essersi rivestito di Cristo. La candela accesa al cero pasquale significa che Cristo ha illuminato il battezzato e questi con tutti i battezzati è chiamato ad essere la luce del mondo. Infine il battezzato è figlio di Dio e con tutti fratelli può dire la preghiera del Padre nostro. Fin dai tempi più antichi il battesimo viene amministrato ai bambini, essendo una grazia e un dono di Dio che non presuppone meriti umani: i bambini sono battezzati nella fede della chiesa. L’ingresso nella vita cristiana introduce nella vera libertà.

Don Franco