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Contatti della Parrocchia

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C) GESÙ' E' LA NOSTRA VERA SICUREZZA

Un'occhiata immediata del Vangelo di oggi suggerirebbe che è un peccato essere ricchi e una virtù essere poveri. Ma se lo leggiamo attentamente, significherebbe che la ricchezza in sé non è peccato, ma cercare la sicurezza in essa sarebbe la sua maledizione. Un uomo ricco pensa di essere sicuro e protetto perché possiede una grande ricchezza. Per tali persone Gesù ha detto una parabola. E disse loro: "Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni". Disse poi una parabola: "La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio" (Luca 12:15-21).

È interessante vedere che Matteo nelle sue beatitudini dice che i benedetti sono i poveri di spirito. Quindi, se i ricchi o i poveri devono imparare a mettere la sicurezza nel Signore e ad essere distaccati dalla ricchezza di questo mondo. Questo è ciò che leggiamo nella prima lettura e nel salmo responsoriale. «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore…Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.” Ger.17:5,8.

VI SUNADAY OF THE ORDINARY TIME (C)  Jesus is our real security

An immediate glance of today’s gospel would suggest that it is a sin to be rich and a virtue to be poor. But if we read it carefully, it would mean that the richness in itself is not sin but to seek security in it would be its curse.

A rich man thinks that he is safe and secure because he owns a great wealth. For such persons Jesus said a parable. Then he said to the crowd, "Take care to guard against all greed, for though one may be rich, one's life does not consist of possessions." Then he told them a parable. "There was a rich man whose land produced a bountiful harvest. He asked himself, 'What shall I do, for I do not have space to store my harvest?' And he said, 'This is what I shall do: I shall tear down my barns and build larger ones. There I shall store all my grain and other goods and I shall say to myself, "Now as for you, you have so many good things stored up for many years, rest, eat, drink, be merry!" But God said to him, 'You fool, this night your life will be demanded of you; and the things you have prepared, to whom will they belong?' Thus will it be for the one who stores up treasure for himself but is not rich in what matters to God." Luke12:15-21.

It is interesting to see that Mathew in his beatitudes says blessed are the poor in spirit. So whether rich or poor must learn to put the security in the Lord and be detached from the wealth of this world. That is what we read in the first reading and in the responsorial psalm.Thus says the LORD: Cursed is the man who trusts in human beings, who seeks his strength in flesh, whose heart turns away from the LORD. .. He is like a tree planted beside the waters that stretches out its roots to the stream: It fears not the heat when it comes, its leaves stay green; In the year of drought it shows no distress, but still bears fruit” Jer. 17:5,8.

don james clarence