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Singer (UNICEF): massima priorità raggiungere con aiuti tutti i bambini di Aleppo

Hala (3 mesi) è fra i bambini che sono riusciti ad abbandonare in questi giorni Aleppo Est. L'UNICEF consegna a tutte le famiglie sfollate indumenti pesanti per affrontare le rigide temperature invernali - ©UNICEF Siria/2016/Al-Issa
Hala (3 mesi) è fra i bambini che sono riusciti ad abbandonare in questi giorni Aleppo Est. L'UNICEF consegna a tutte le famiglie sfollate indumenti pesanti per affrontare le rigide temperature invernali - ©UNICEF Siria/2016/Al-Issa
17 dicembre 2016 - «I bambini di Aleppo hanno vissuto esperienze che nessun bambino e nessun adulto, dovrebbero mai sopportare. Dobbiamo raggiungere tutti i bambini per fornire loro aiuti di emergenza e dare loro l'opportunità di superare gli orrori che hanno vissuto». Queste le parole pronunciate oggi da Hanaa Singer, Rappresentante dell'UNICEF in Siria. 
 
Nelle ultime settimane, almeno 40.000 persone sono fuggite da Aleppo est, teatro di violenti combattimenti tra esercito regolare e suoi alleati e le fazioni ribelli che da anni tengono sotto controllo i quartieri orientali della seconda città della Siria. 
 
L'UNICEF continua a fornire aiuti di prima necessità per i bambini sfollati che affluiscono nei campi di accoglienza fuori Aleppo, e lavora senza sosta per raggiungere le persone che hanno bisogno all'interno della città. 
 
« nostri operatori [19 fra personale siriani e staff internazionale] si comportano in modo incredibilmente coraggioso e rischiano la vita ogni giorno per aiutare i bambini e le famiglie di Aleppo. A supportarli è un valido team a Gaziantep, poco oltre il confine tra Siria e Turchia» prosegue Hanaa Singer. 
 
«Ci sono ancora bambini rimasti dentro Aleppo Est, e hanno un disperato bisogno di essere evacuati in zone sicure. Alcuni di loro sono rimasti separati dai loro genitori e sono particolarmente a rischio. L'UNICEF esorta tutte le parti in lotta ad assicurare un'evacuazione in condizioni di sicurezza per tutti loro.»
 
 

L'UNICEF in azione per i bambini di Aleppo

Insieme con le organizzazioni partner, l'UNICEF lavora senza sosta nei centri di accoglienza che forniscono assistenza immediata ai bambini sfollati da Aleppo, incluso il monitoraggio dello stato nutrizionale e le vaccinazioni, e si occupa di ricongiungere ai genitori i minori rimasti isolati o, quando ciò non sia possibile, favorisce il loro affidamento ad altri parenti o a tutori. 
 
Ogni giorno l'UNICEF garantisce la distribuzione di 6 milioni di litri di acqua potabile al giorno tramite autobotti: sono circa 300.000 le persone che ne beneficiano, nei centri per sfollati, ai punti idrici pubblici o nelle scuole, Contemporaneamente, prosegue la manutenzione delle infrastrutture igieniche nei campi di accoglienza e nelle scuole.
 
Stiamo fornendo attrezzature sanitarie (inclusi kit ostetrici e farmaci essenziali) per curare le famiglie sfollate da Aleppo, mentre i nostri team sanitari mobili raggiungono i bambini nei rifugi e nei quartieri della città. 
 
Circa 14.000 bambini sfollati hanno ricevuto immunizzazione contro la polio e altre vaccinazioni di routine. 
 
Prosegue il monitoraggio dello stato nutrizionale dei bambini e la cura di quelli affetti da malnutrizione nei rifugi per gli sfollati, presso i centri di assistenza sanitaria di base e attraverso il lavoro porta a porta dei team mobili in tutta Aleppo.
 
Circa 7.600 bambini e donne che sono riusciti a sopravvivere per mesi con pochissime provviste hanno potuto accedere a servizi nutrizionali.
 
Le temperature gelide sono una delle principali minacce per la salute dei bambini. L'UNICEF sta distribuendo kit di indumenti pesanti a 5.000 bambini sfollati nel sobborgo di Jibreen e ad Hanano, così come a Shaar e nella Città vecchia di Aleppo Est.
 
Nei rifugi all'interno della città stiamo conducendo attività di sensibilizzazione sul rischio delle mine e degli ordigni inesplosi, di cui hanno finora beneficiato 12.000 bambini. Stiamo inoltre garantendo sostegno psicosociale a più di 9.000 bambini traumatizzati dagli orrori che hanno vissuto. 
 
La risposta dell'UNICEF ai bisogni dei bambini in Aleppo comprende anche la fornitura di combustibile per far funzionare quattro grandi centrali idriche della città, che garantiscono acqua potabile a 1,2 milioni di abitanti.
 
L'impegno in ambito idrico include la riparazione e il rifornimento di carburante per 90 pozzi ad Aleppo Ovest, la rimessa in funzione degli ambulatori nella località di Hanano, ad est di Aleppo e la riapertura di 13 scuole in zone rese da poco accessibili ad Aleppo Est. 
 
Ieri l'UNICEF ha preso parte a un convoglio umanitario umanitario congiunto ONU/Mezzaluna Rossa Araba Siriana diretto a Khan Eshieh, una città assediata nei dintorni di Damasco. Qui sono stati consegnati aiuti di prima necessità per circa 6.000 persone (kit sanitari, igienici, aiuti alimentari, vestiti invernali e materiali didattici per 2.000 bambini e famiglie). Questa è stata la prima missione umanitaria ONU nella cittqadina, una delle 16 ancora sotto assedio in Siria.. 

Papa: Con Maria, Giuseppe, il presepio, “cerchiamo di entrare nel vero Natale, quello di Gesù”

All’Angelus papa Francesco domanda ai fedeli di “fare un po’ di silenzio” durante la settimana prima di Natale” per entrare nella “grazia” della festa della "vicinanza" di Dio all'uomo. Maria e Giuseppe, “le due persone che più di ogni altra sono state coinvolte in questo mistero d’amore”. Appello alla preghiera per il dialogo nella Repubblica popolare del Congo. I ringraziamenti per gli auguri ricevuti in occasione del suo compleanno.

 fonte http://www.asianews.it/notizie-it/Papa

 

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Cerchiamo di entrare nel vero Natale, quello di Gesù, che ci si avvicina, il Dio con noi, vicino a noi per ricevere la grazia di questa festa, che è una grazia di vicinanza, di amore, di umiltà e di tenerezza”. È il consiglio che papa Francesco ha dato oggi a tutti i pellegrini radunati in piazza san Pietro per la preghiera dell’Angelus.

“In questa settimana – ha precisato - cerchiamo di trovare qualche momento per fermarci, fare un po’ di silenzio, e immaginare la Madonna e san Giuseppe che stanno andando a Betlemme: il cammino, la fatica, ma anche la gioia, la commozione, e poi l’ansia di trovare un posto, la preoccupazione..., e così via. In questo ci aiuta molto il presepe”.

In precedenza, Francesco si è soffermato a lungo sulle figure di Maria e di Giuseppe: “Queste due figure, Maria e Giuseppe, che per primi hanno accolto Gesù mediante la fede, ci introducono nel mistero del Natale. Maria ci aiuta a metterci in atteggiamento di disponibilità per accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta, nella nostra carne. Giuseppe ci sprona a cercare sempre la volontà di Dio e a seguirla con piena fiducia. Tutte e due si sono lasciate avvicinare da Dio”.

Esse – ha precisato il pontefice –  sono “le due persone che più di ogni altra sono state coinvolte in questo mistero d’amore”.

Riferendosi al Vangelo del giorno (Matteo 1, 18-24), il pontefice ha aggiunto: “Maria è presentata alla luce della profezia che dice: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio» (v. 23). L’evangelista Matteo riconosce che ciò è avvenuto in Maria, la quale ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo senza l’intervento di Giuseppe (cfr v. 18). Il Figlio di Dio “viene” nel suo seno per diventare uomo e Lei lo accoglie. Così, in modo unico, Dio si è avvicinato all’essere umano prendendo la carne da una donna. Anche a noi, in modo diverso, Dio si avvicina con la sua grazia per entrare nella nostra vita e offrirci in dono il suo Figlio. E noi che cosa facciamo? Lo accogliamo lo lasciamo avvicinarsi oppure lo rifiutiamo, lo cacciamo via? Come Maria, offrendo liberamente sé stessa al Signore della storia, gli ha permesso di cambiare il destino dell’umanità, così anche noi, accogliendo Gesù e cercando di seguirlo ogni giorno, possiamo cooperare al suo disegno di salvezza su noi stessi e sul mondo. Maria ci appare dunque come modello a cui guardare e sostegno su cui contare nella nostra ricerca di Dio e nel nostro impegno nella nostra vicinanza a Dio per costruire la civiltà dell’amore”.

“L’altro protagonista del Vangelo di oggi è san Giuseppe. L’evangelista mette in evidenza come Giuseppe da solo non possa darsi una spiegazione dell’avvenimento che vede verificarsi sotto i suoi occhi, cioè la gravidanza di Maria. Proprio allora, in quel momento del dubbio e dell’angoscia però, Dio gli si fa vicino con un suo messaggero ed egli viene illuminato sulla natura di quella maternità: «Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (v. 20). Così, di fronte all’evento straordinario, che certamente suscita nel suo cuore tanti interrogativi, si fida totalmente di Dio che gli si avvicina e, seguendo il suo invito, non ripudia la sua promessa sposa ma la prende con sé. Accogliendo Maria, Giuseppe accoglie consapevolmente e con amore Colui che in lei è stato concepito per opera mirabile di Dio, a cui nulla è impossibile. Giuseppe, uomo umile e giusto (cfr v. 19), ci insegna a fidarci sempre di Dio, a lasciarci guidare da Lui con volontaria obbedienza”.

“«Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio-con-noi» (Mt 1,23). Questo annuncio di speranza – ha concluso - che si compie a Natale, porti a compimento l’attesa di Dio anche in ciascuno di noi, in tutta la Chiesa, e in tanti piccoli che il mondo disprezza, ma che Dio ama”.

Subito dopo la preghiera mariana, Francesco ha chiesto a tutti di pregare “perché il dialogo nella Repubblica democratica del Congo si svolga con verità, per evitare qualsiasi tipo di violenza e per il bene di tutto il Paese”. Il 19 dicembre scade il termine del mandato presidenziale di Joseph Kabila, ma a quanto pare egli non ha intenzione di lasciare il potere e vi è timore che le dimostrazioni programmate dall’opposizione, guidata da un candidato alla presidenza, Étienne Tshisekedi, portino a nuove violenze nel Paese.

Il papa ha anche ringraziato “tutte le persone e le istituzioni che ieri mi hanno espresso i loro auguri”, in occasione del suo 80mo compleanno.

 

Nell'incontro viene posta l'attenzione sulle beatitudini, considerate da due punti distinti, da due realtà narrative differenti.

Una sotto l'Evangelista Matteo, l'altra secondo Luca.

A rendere più dinamica e frizzante la vivace spiegazione ci si è avvalsi della proiezione di un video tratto da youtube

di Don Fabio Rosini "Beati i misericordiosi":

Nel Vangelo secondo Matteo

In questo vangelo vengono enunciate nove beatitudini e sono considerate un modello di vita buono, giusto, secondo gli insegnamenti di Gesù.

Le Beatitudini, infatti, descrivono le caratteristiche per essere veramente felici.

Quelli che vivono questo messaggio sono i Beati, cioè i felici, coloro che vivono nel Regno di Dio.

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la Terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Matteo 5,3-12)

Nel Vangelo secondo Luca

In questo vangelo le beatitudini sono quattro e sono accostate a quattro "guai".

Queste beatitudini hanno un carattere maggiormente sociale.

Ecco le quattro beatitudini:

«Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.

Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.» (Luca 6,20-23)

Ed ecco i quattro guai:

«Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.

Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.

Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.

Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.» (Luca 6,24-26)

Inoltre in tale vangelo ci sono altre beatitudini: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete"(Lc 10,23) "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!"(Lc 11,28).

 

Ci avviciniamo alla festa dell'Immacolata Concezione, 8 dicembre!

in un mondo ancora frazionazionato, diviso, reso detestabile dall'uomo stesso, sono le Donne a darci un esempio, una strada da percorrere:

Nelle nostre azioni consideriamo i nostri "passi"

 

 Tonino

Il 1° dicembre alle ore 16.30

presso il Seminario vescovile di Albano il Vescovo Mons. Marcello Semeraro incontra gli insegnanti di religione.

 

Domenica 4, 11 e 18 alle ore 11.30

presso il Santuario Santa Maria di Galloro di Ariccia. L’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Famiglia nell’ambito del progetto “Spiritualità coniugale” ha organizzato, per l’Avvento con le famiglie, tre incontri nel mese di Dicembre sul tema “Noi siamo di chi ci aspetta”.

 

Domenica 11 dicembre alle ore 18.00

presso la Parrocchia La Resurrezione di Aprilia sarà celebrata una Santa Messa per la Festa dei popoli presieduta dal Vescovo Mons. Marcello Semeraro. A seguire ci saranno delle esibizioni dei diversi popoli presenti sul territorio diocesano.

17 dicembre 2015, c'è stato un evento importante per la parrocchia di San Michele in Aprilia.

Il presidente della CARITAS Salvo SARANITI ha avuto l'opportunità di spiegare, raccontare, con la passione che  lo contraddistingue, un aspetto che l'opera della CARITAS parrocchiale porta avanti da anni; grazie all'ausilio dell'emittente radio RTL, che ne ha diffuso il messaggio.

Si è evidenziato con genuina semplicità un concetto molto importante: la GENEROSITA', che riveste un significato ancor più importante quando il segno dei tempi evidenzia difficoltà sociali ed economiche rilevanti come oggi.

..a seguire l'intervista di Salvo all'emittente radiofonica:

 

Risultati Giornata Nazionale della Colletta Alimentare 2015, Zona Aprilia - Ardea

La XIX edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, svoltasi sabato 28 novembre,

in 25 supermercati della zona,( 24 ad Aprilia e 1 ad Ardea), è stata uno spettacolo di gratuità.

Ha evidenziato il cuore e la solidarietà di migliaia di persone, in un crescendo di anno in anno, sensibili alla condizione di disagio di molti nel nostro territorio.

Grazie all’aiuto di più di 550 volontari di 32 organizzazioni, sono stati raccolti:

19.440 Kg di prodotti alimentari, ben 200Kg in più rispetto allo scorso anno;

tutto ciò nonostante la situazione di crisi in cui ci troviamo.

 

I prodotti alimentari, depositati ad Aprilia, saranno ora distribuiti a venti strutture caritative convenzionate con la Rete Banco Alimentare (di cui 18 di Aprilia e 2 di Ardea) che assistono quasi 7.000 persone del territorio.

 

Per il successo della Colletta , il Banco Alimentare del Lazio ringrazia le persone che hanno donato i prodotti, superando le notevoli diffidenze e le difficoltà economiche,

le associazioni ed organizzazioni, laiche, cattoliche, evangeliche, musulmane, ortodosse, che si sono adoperate in ciò.

 

Tutte queste realtà  hanno collaborato alla riuscita di questo "progetto sociale", dando così prova di un

superamento di barriere socio - culturali che altrimenti non avrebbero permesso la realizzazione,

operando quindi nella condivisione dei bisogni con un gesto di gratuità.

 

“CONDIVIDERE I BISOGNI PER CONDIVIDERE IL SENSO DELLA VITA”

 

Un grande ringraziamento quindi alle sottoelencate associazioni, senza delle quali

non sarebbe stato realizzabile in modo così efficiente e partecipativo tale evento:

ALFA

Ass.AISA

Ass.Nazionale Carabinieri

Assoc.Naz. Bersaglieri

Assoc. Pontum

Azione Cattolica

C.B. Rondine

Caritas S. Pietro in Formis Campoverde

Caritas dello Spirito Santo

Caritas di Ann.B.V.Maria (Campo di Carne);

Caritas di S.Giovanni Battista (Campoleone)

Caritas di S.Michele Arcangelo

Caritas di S.Pietro e Paolo

Caritas S.Maria della Speranza Fossignano

Caritas La Risurrezione (Montarelli)

Caritas S.Giuseppe (Casalazzara)

Caritas S.Maria Madre della Chiesa

Caritas Maria SS. Della Natività Vallelata

Centro di Solidarietà "San Benedetto";

Chiesa Ortodossa “S.Antonio Abate”

Comunione e Liberazione

Croce Rossa Italiana

Fondazione Come Noi “Corasaniti Vincenzo Graziano”, Onlus

Istituto per la famiglia

La Palma del Sud

Laeta Corda

Scout Agesci

 Studenti dell'Istit. d'Istruzione Superiore Carlo e Nello Rosselli

Ass.Operatoi Sociali Cristiani Onlus Ardea

Caritas S.Pietro Apostolo Ardea

Prot. Civ. Nereo Rocco Ardea

Un ringraziamento ulteriore ai dipendenti della azienda Bolton Alimentari che hanno partecipato numerosi alla colletta come volontari , ed alla società SCCI di Aprilia 2 per l’ospitalità della manifestazione.

 

                                                                                  Il Responsabile Provinciale

                                                                                 Banco Alimentare del Lazio

                                                                                                 Salvatore Saraniti

                                                                                                  Cell.3288157871

La parrocchia San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti, organizzato da Azione Cattolica,ha ospitato il giorno 22 ottobre 2015, la dott.ssa Daniela Notarfonso quale relatore del seminario sul tema, ai più poco chiaro se non sconosciuto: la teoria del Gender.

La dott.ssa Daniela Notarfonso, direttore del Centro Famiglia e Vita, ha articolato un itinerario che tocca in rapida analisi la Teoria del Gender, problematiche Gender - Scuola.

Allarmismi, impatto, cause ed effetto dell'educzione sessuale ed affettività, soprattutto nella società, quindi nella famiglia e nell'insegnamento ai vari livelli.

 

 

 

 

Ascoltiamo l' intervento della dott.ssa Daniela Notarfonso

 

CONDIVIDERE I BISOGNI

PER CONDIVIDERE IL SENSO DELLA VITA

«La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, mi permetto di più, con questo peccato […]. Non possiamo compiere un miracolo come l’ha fatto Gesù; tuttavia possiamo fare qualcosa, di fronte all’emergenza della fame, qualcosa di umile, e che ha anche la forza di un miracolo. Prima di tutto possiamo educarci all’umanità, a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto. Continuate con fiducia questa opera, attuando la cultura dell’incontro e della condivisione. […] Condividere ciò che abbiamo con coloro che non hanno i mezzi per soddisfare un bisogno così primario, ci educa a quella carità che è un dono traboccante di passione per la vita dei poveri.»

- Papa Francesco, Udienza del 3 ottobre 2015, in aula Paolo VI, con il Banco Alimentare –

La caritas della parrocchia San Michele parteciperà alla GNCA insieme a circa trenta organizzazioni caritatevoli nel territorio di Aprilia. Saranno coinvolti circa 500 volontari che si posizioneranno davati a tutti i supermercati del territorio per raccogliere all’uscita quanto acquistato e donato dalle persone per i più bisognosi residenti nella zona.

Siamo tutti invitati a partecipare.

Salvatore Saraniti

Responsabile Caritas San Michele

Bandiera inglese

 

Continuiamo a conoscere la Caritas Parrocchiale con alcuni dati.

Alla porta della Caritas nel mese di marzo hanno bussato alla porta ben 176 famiglie aventi dai tre ai cinque figli a carico . Le persone che si sono presentati per chiedere sostegno per se e la propria famiglia sono maggiormente donne ,120 , mentre gli uomini sono stati 56 . A queste famiglie sono state consegnate circa 950 Kg di generi alimentari provenienti dal Banco Alimentare del Lazio,da alcuni supermercati per i prodotti in prossimità di scadenza, dalla generosità di singole persone o famiglie. Non di rado la Caritas è costretta ad acquistare alcuni prodotti alimentari essenziali per soddisfare la crescente domanda di aiuto.

Inoltre 29 famiglie per un totale di 98 persone hanno usufruito anche della donazione di capi di abbigliamento, usati ma in buone condizioni, o nuovi .